PREVALENCE AND ASSOCIATED FACTORS OF CHRONIC PAIN AMONG NURSES: A NATIONAL CROSS-SECTIONAL STUDY.

Ren Z, Yang J, Huang C, Yu Q, Li X, Chen Z, Zhang D, Bin C, Ning M, Liu Y, Yuan J, Li Y, Tian Y.

BMC Nurs. 2025 Jul 28;24(1):979. doi: 10.1186/s12912-025-03605-9

Link all’abstract: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40721785/

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Il dolore muscoloscheletrico è comune tra gli infermieri e può portare ad assenteismo, riduzione della produttività e compromissione della salute fisica e mentale. Il dolore a lungo termine può trasformarsi in dolore cronico, una condizione più grave e duratura che causerà ulteriori danni alla salute degli infermieri. Sebbene siano stati condotti vari studi sul dolore cronico tra gli infermieri, solo pochi studi epidemiologici su larga scala hanno esaminato sistematicamente la prevalenza del dolore cronico e la sua associazione con le caratteristiche demografiche e i fattori legati al lavoro tra gli infermieri degli ospedali terziari in Cina, un gruppo professionale con un carico di lavoro elevato e un alto livello di stress. Gli ospedali terziari ( o di terzo livello) sono strutture sanitarie di alto livello, spesso ospedali generali o specialistici che offrono cure complesse, formazione medica avanzata e ricerca.

Pertanto, l’obiettivo di questa ricerca è stato quello di valutare, su un ampio campione di infermieri presenti in ospedali di terzo livello, la prevalenza del dolore cronico e le sue caratteristiche  e i fattori sia  demografici sia legati al lavoro associati al dolore cronico negli infermieri occupati in ospedali di terzo livello in Cina,  per  fornire una base scientifica per lo sviluppo di strategie di prevenzione e gestione del dolore cronico.

Metodi

Disegno dello studio

E’ stato condotto uno studio osservazionale, quantitativo, trasversale (cross-sectional study).

Selezione dei partecipanti

In questo articolo sono stati riportati i risultati di una analisi secondaria dei dati derivanti dallo studio Nurses’ Mental Health Study (NMHS), uno studio nazionale, multicentrico, prospettico di coorte, disegnato per valutare lo stato di salute mentale degli infermieri negli ospedali terziari in Cina e per esplorare i fattori di rischio e protettivi.

Sono stati reclutati campioni di gruppi di infermieri da 67 ospedali terziari in 31 province.

I criteri di eleggibilità per la selezione degli ospedali erano:

  • essere ospedale terziario,
  • capacità di gestire uno spettro di malattie sovrapponibile a quello di altri ospedali terziari presenti nella stessa provincia,
  • disponibilità a partecipare allo studio.

I criteri di eleggibilità per la selezione degli infermieri erano:

  • età uguale o superiore a 18 anni,
  • infermieri iscritti all’albo e in servizio,
  • disponibilità a partecipare allo studio, con firma di un consenso informato.

Considerazioni etiche

Lo studio è stato approvato dal comitato etico del Second Xiangya Hopsitalof central South University. Tutti gli infermieri ricevevano un consenso informato e solo quelli che erano d’accordo con il CI potevano compilare il questionario.

Collezione dei dati

Lo studio NMHS è stato condotto tra dicembre 2023 e gennaio 2024 utilizzando un questionario online

( htttps://www.wjx.cn/). Sono stati invitati a partecipare alla survey  147.832 infermieri  ( 67 ospedali terziari in 31 province) e sono stati recuperati 135.161 questionari online compilati: solo 132.910 sono stati inclusi nello studio NMHS (89,91%) (Figura 1).

Questionario e variabili considerate

Il questionario online dello studio NMHS è stato descritto in dettaglio in una precedente pubblicazione (Ning M, 2025).

In questa analisi secondaria dello studio NMH sono state valutate variabili sociodemografiche (sesso, età, etnia, body mass index, livello di istruzione, stato civile, ecc.), informazioni relative al lavoro (titolo professionale, anni di lavoro, reparto, turno notturno, ecc.) e caratteristiche del dolore cronico (presenza di dolore cronico e sede del dolore).

Analisi dei dati

Lo studio ha seguito le linee guida STROBE, che riportano una checklist di 22 elementi considerati essenziali per una corretta descrizione degli studi osservazionali (Vandenbroucke JP, 2007).

Le analisi statistiche includevano analisi descrittive, test del chi quadrato (Chi-Square test) e regressione logistica binaria.

Risultati

Le variabili socio-demografiche e le variabili legate al lavoro dei 132.910 infermieri valutati in questa analisi sono riportate nella Tabella 1.

Il 93,5% erano donne, l’età media era di 33,5 anni (range: 18-65); l’87,1% aveva una laurea triennale, oltre la metà (52,7%) aveva ≤10 anni di lavoro e il 72,2% faceva turni notturni.

Su 132.910 infermieri, 10.890 avevano avuto dolore cronico con una prevalenza dell’8,2%.

Le sedi più frequenti di dolore cronico erano la zona lombare (55,8%), seguita da collo e  spalle (40,0%) e testa (37,6%) (Figura 2).

Nella Figura 3 è riportata la se prevalenza del dolore cronico nelle varie sedi in base al sesso: le donne, rispetto agli uomini, avevano una più alta incidenza- statisticamente significativa- del dolore cronico in tutte le sedi ad eccezione del volto (0,2% negli uomini vs 0,1% nelle donne).

I fattori associati al dolore cronico negli infermieri includevano sesso, età, etnia, livello di istruzione, stato civile, indice di massa corporea, ore di lavoro settimanali, anni di lavoro, turni notturni e abitudine all’esercizio fisico.

Le analisi univariate hanno evidenziato (Tabella 2) che c’erano differenze significative nel sesso, età, etnia, livello di istruzione, stato civile, BMI, titolo professionale, ore di lavoro settimanali, anni di lavoro, tipo di lavoro, turni notturni, abitudine a esercizio fisico e comparsa di dolore cronico ( p<0,01).

Le variabili risultate significative all’analisi univariata sono entrate nel modello di regressione binaria come variabili indipendenti.

Dopo aver confrontato tutte le analisi di regressione logistica binaria, è emerso che l’età > 40 anni [odds ratio (OR) = 3,01], lo stato civile (separati, vedovi o divorziati) [OR = 1,64], indice di massa corporea ≥ 24 [OR = 1,27], lavoro superiore a 48 ore settimanali [OR = 1,32] e assenza di abitudini di esercizio fisico [OR = 1,21] erano fattori di rischio statisticamente significativi (p<0,05) per il dolore cronico nella popolazione infermieristica (Tabella 3).

 

Discussione

In questa analisi la prevalenza di dolore cronico negli infermieri degli ospedali terziari cinesi è paria all’8,2%, inferiore all’atteso. Questo risultato potrebbe essere legato a vari aspetti:

1-selezione del campione, variazione nelle regioni e nelle popolazioni di differenti Paesi. In una recente review è stata infatti riportata una prevalenza del dolore cronico in diversi Paesi variabile dal 11% al 40%  (Cohen SP, 2021);

2- valutazione del dolore cronico, di per sè soggettivo, riportato con autodichiarazioni;

3- bias di sottostima della prevalenza del dolore cronico  tra gli infermieri legato al fatto che le persone affette da problemi di salute cronici o da dolore cronico  sono più propense a lasciare le posizioni di lavoro  o a interrompere la loro carriera, e quindi vengono raccolti nelle survey risultati distorti che includono solo professionisti con una maggiore tolleranza al dolore o sintomi più lievi. Inoltre, anche le caratteristiche giovanili della popolazione oggetto di questo studio cinese (80% o più < 40 anni), potrebbero contribuire a una prevalenza inferiore rispetto al previsto: indagini epidemiologiche hanno infatti dimostrato che la prevalenza del dolore cronico tende ad aumentare significativamente con l’età (Murray CB, 2022; Chang PF, 2022).

I risultati di questo studio hanno inoltre dimostrato che le sedi più comuni del dolore cronico erano la zona lombare, il collo e le spalle e la testa, in linea con studi precedenti (Yongjun Z, 2020; Jacquier-Bret J, 2023;Yang S, 2019).

Questa  ricerca ha anche dimostrato che la prevalenza del dolore era più alta nelle donne rispetto agli uomini in tutte le zone, ad eccezione del viso, risultati coerenti con studi precedenti che dimostrano che le donne sono più soggette al dolore cronico rispetto agli uomini (Osborne NR, 2022; Steingrímsdóttir ÓA, 2017), probabilmente a causa di vari fattori (come il livello degli ormoni sessuali, la sensibilità al dolore e i meccanismi psicosociali).

 

Questo studio ha approfondito ulteriormente la prevalenza del dolore cronico tra gli infermieri dei diversi reparti, riportando una prevalenza più alta nel reparto ambulatoriale (12,0%) e quella più bassa nel reparto psichiatrico (6,5%), con differenze significative. Analizzando l’età e gli anni di esperienza lavorativa nei diversi reparti, è stato osservato che gli infermieri ambulatoriali erano notevolmente più anziani rispetto agli altri (il 42,4% degli infermieri aveva più di 40 anni) e che una percentuale maggiore di essi aveva più di 10 anni di esperienza lavorativa.

Gli infermieri psichiatrici hanno la prevalenza più bassa di  dolore cronico e questo potrebbe essere legato a due ragioni. In primo luogo, rispetto ad altri reparti, a causa delle esigenze e delle caratteristiche del loro lavoro, gli infermieri psichiatrici concentrano il loro lavoro quotidiano sulla somministrazione di farmaci, sul giro  visita e sulla psicoterapia,  sono meno coinvolti nelle operazioni infermieristiche che tendono a causare dolore cronico (come ad esempio, compiti che possono causare carichi fisici) e danno maggiore importanza al miglioramento della salute mentale dei pazienti. Inoltre, la più bassa  prevalenza di  dolore cronico negli infermieri psichiatrici potrebbe essere legata alla loro più elevata  soddisfazione sul lavoro (Zhou H, 2019): la scarsa soddisfazione sul lavoro è infatti un fattore di rischio per l’insorgenza di dolore cronico e gli infermieri cinesi provano generalmente una moderata soddisfazione sul lavoro, mentre gli infermieri psichiatrici hanno generalmente una soddisfazione sul lavoro più elevata (Zhou H, 2019).

 

Questo studio ha analizzato i fattori associati al dolore cronico negli infermieri: sesso, età, etnia, livello di istruzione, stato civile, indice di massa corporea, ore di lavoro settimanali, anni di lavoro, turni notturni e abitudine all’esercizio fisico sono correlati all’insorgenza di dolore cronico tra gli infermieri.

 

Per ridurre il dolore cronico tra gli infermieri, è necessaria una serie di interventi basati su prove scientifiche. 1- Occorre organizzare corsi di formazione e istruzione regolari sulle conoscenze ergonomiche – compresa la definizione di ergonomia-i tipi di rischi e le posture di lavoro,  insegnando anche  tecniche di sollevamento dei pazienti, in particolare per le donne di età superiore ai 30 anni, al fine di aumentare la loro consapevolezza dei rischi per la loro salute.

2- Occorre promuovere modifiche all’ambiente di lavoro e raccomandare dispositivi ausiliari (ad esempio, letti elettrici, lenzuola scorrevoli, sollevatori) se possibile, visto che il trasferimento dei pazienti con dispositivi di assistenza è efficace nel ridurre il rischio di disordini muscolo-scheletrici legati al lavoro  per gli infermieri (Abdul Halim NSS, 2023).

3- Ottimizzare il sistema dei turni, organizzando in modo razionale il numero dei turni notturni, evitando di lavorare ininterrottamente per più di 10 ore, per garantire che i dipendenti abbiano un tempo di riposo sufficiente.

4- Infine, promuovere uno stile di vita attivo e sano, incoraggiando la partecipazione ad attività fisiche (ad esempio jogging, nuoto, giochi con la palla, ecc.), soprattutto tra gli infermieri che sono solitamente inattivi e con un BMI superiore a 24. Studi epidemiologici hanno scoperto che l’inattività fisica e un BMI elevato sono associati a un rischio maggiore di dolori cronici alla schiena, al collo e alle spalle, e che questo effetto può essere ridotto al minimo con l’esercizio fisico (Sterling M, 2019; Bigand T, 2018).

Limiti

Il principale punto di forza di questo studio è l’utilizzo di una popolazione rappresentativa a livello nazionale per indagare la prevalenza e i fattori associati al dolore cronico tra gli infermieri. Tuttavia, lo studio presenta alcuni limiti:

1-in primo luogo, a causa del disegno trasversale dello studio, non è stato possibile verificare un’associazione causale tra le variabili esaminate e il dolore cronico;

2- in secondo luogo, la misurazione del dolore cronico si è basata su singole domande e non ha valutato la gravità del dolore cronico;

3- non è stato inoltre possibile escludere la possibilità che i lavoratori con dolore cronico abbiano cambiato lavoro o abbiano lasciato il mercato del lavoro a causa del carico fisico professionale, il che potrebbe sottostimare la prevalenza reale del dolore cronico tra gli infermieri;

4- infine, i dati sono stati raccolti attraverso un questionario di autovalutazione, che può essere soggetto a fattori soggettivi che comportano il rischio di omissioni, ricordi distorti e bias legati a mancanza di alcune risposte.

Conclusioni

La salute professionale degli infermieri è fondamentale per la qualità e la sicurezza dell’assistenza ai pazienti. Questo studio sottolinea la necessità di interventi mirati (ad esempio, formazione e istruzione in materia di ergonomia, miglioramento dell’ambiente di lavoro, ottimizzazione dei turni, promozione di un sano stile di vita) per ridurre il dolore cronico negli infermieri. I nostri risultati possono contribuire a fornire una base per la prevenzione e la gestione del dolore cronico negli infermieri.

 

Bibliografia

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