TIME-VARYING HAZARD RATES REVEAL PATTERNS OF PROGRESSION IN HR+/HER2-METASTATIC BREAST CANCER: TOWARDS RISK-ADAPTED MONITORING.

Cucciniello L, Giudici F, Foffano L, Franzoni A, Pastò B, Molteni E, Della Rossa S, Pascoletti G, Spazzapan S, Musco L, Di Giustino G, Da Ros L, Vida R, Poletto E, Nascimbeni E, Bonotto M, Marco Minisini A, Belletti B, Damante G, Gerratana L, Puglisi F.

Transl Oncol. 2026 Jul 28;72:102960. doi: 10.1016/j.tranon.2026.102960. Epub ahead of print. PMID: 42520471.

Link all’abstract

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42520471/

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Poiché gli intervalli ottimali per gli esami di imaging di rivalutazione nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico (MBC) positivo ai recettori ormonali e negativo per HER2 (HR+/HER2-) non sono ancora stati definiti, sono stati analizzati in questo studio  i modelli temporali di progressione della malattia per identificare i sottogruppi ad alto rischio che potrebbero beneficiare di un monitoraggio intensificato.

Metodi

In questo studio sono state analizzate la coorte di 149 pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2-arruolate da gennaio 2018 a gennaio 2023 nello studio MAGNETIC 1 e trattate con endocrinoterapia di prima linea  (lo studio MAGNETIC 1 era stato disegnato per valutare se  le alterazioni mutazionali ed epigenetiche di ESR1 su ctDNA circolante potevano essere integrate alle rivalutazioni radiologiche convenzionali nel monitoraggio della risposta a trattamento  di prima linea con endocrinoterapia  con o senza CDK 4/6 inibitore).

I tassi di rischio (HR) di progressione della malattia sono stati determinati in base alle caratteristiche clinico-patologiche e alla biopsia liquida.

Risultati

Tra le 149 pazienti arruolate, 45 (30%) avevano un carcinoma mammario metastatico de novo e 101 (68%) avevano un carcinoma duttale infiltrante. L’età mediana era 61 anni; 143 (96% ) pazienti avevano un tumore ER+ e 32 (21%) un tumore PgR negativo.

L’osso era la sede più frequente di metastasi (107; 72%), seguito da linfonodi ( 80; 54%), fegato (43; 29%), e polmone (37; 25%). Solo 4 pazienti aveva metastasi cerebrali.

21 pazienti (14%) aveva una singola sede metastatica, mentre 76 (51%) 2 sedi metastatiche  e 49 (33%)  lesioni metastatiche in 3 o più organi.

Tutte le pazienti erano state trattate con endocrinoterapia: 110 (74%) con inibitori dell’aromatasi, 39 (26%) con fulvestrant. Di queste 149 pazienti, solo 24 hanno ricevuto solo endocrinoterapia di prima linea mentre 125 hanno ricevuto ET+ CDK 4/6 inibitore ( 59 palbocilib, 49 ribocilicb, 17 abemaciclib).

Considerando tutta la popolazione complessiva, sono emersi due distinti picchi di rischio di progressione a 2-3 mesi (32,9/1000 persone-mese) e a 24 mesi (28,0/1000 persone-mese) (Figura 1).

Un rischio maggiore di progressione è stato osservato nel carcinoma lobulare (61,1) [HR 61,12 per 1000 persone al mese (pm)], nello stato negativo del recettore del progesterone (HR 39,07), nel trattamento a base di fulvestrant (HR 46,88), nelle metastasi epatiche (HR 59,00) e nella presenza di ≥ 3 siti metastatici (HR 40,10).

Conclusioni

La distribuzione del rischio nel carcinoma mammario metastatico HR+/HER2- è bifasica e modulata da variabili cliniche facilmente disponibili.

I sottogruppi ad alto rischio (carcinoma lobulare, PgR negatività, trattamento con fulvestrant, metastasi epatiche e alto burden metastatico)  potrebbero beneficiare di un monitoraggio -con imaging radiologico e mediante biopsia liquida- intensificato durante i primi tre mesi e circa due anni dopo l’inizio del trattamento.