
ROMIPLOSTIM VERSUS PLACEBO FOR CHEMOTHERAPY-INDUCED THROMBOCYTOPENIA.
Al-Samkari H, Muñoz C, Geredeli Ç, Korantzis I, González Astorga B, Arslan C, Cordeiro Camargo JF, Scotté F, Borges G, Wang K, Eisen M, Kuter DJ, Soff GA.
N Engl J Med 2026;394 (11):1061-1073
doi: 10.1056/NEJMoa2511882
Link all’abstract
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41812193/
La trombocitopenia indotta dalla chemioterapia è una complicanza comune della chemioterapia associata a sanguinamento, riduzione dell’intensità relativa della dose di chemioterapia e possibile peggior outcome. Le trasfusioni di piastrine apportano solo un miglioramento transitorio e imprevedibile della conta piastrinica e non possono essere utilizzate nella pratica clinica per mantenere i livelli piastrinici durante i cicli di chemioterapia, in particolare nei periodi di nadir.
La trombopoietina (TPO) è il principale fattore di crescita che stimola i megacariociti e la produzione piastrinica. Recentemente, sono stati sviluppati agonisti del recettore della Trombopioetina. Il romiplostim è una proteina di fusione che agisce come agonista del recettore della trombopoietina, stimolando il midollo osseo a produrre piastrine (Figura 1), ed è indicato per il trattamento della piastrinopenia immune refrattaria ad altre terapie.

Il romiplostim non contiene la sequenza peptidica della TPO endogena e non sono stati segnalati anticorpi a reazione crociata. Viene somminisitrato per via sottocutanea una volta alla settimana.
Nello studio di fase II condotto in pazienti con valori piastrinici persistenti inferiori a 100×109/litro dopo chemioterapia, è stato riportato che l’85% dei pazienti ha presentato un aumento della conta piastrinica entro tre settimane, che ha permesso di riprendere la chemioterapia (Soff GA, JCO 2019).,
METODI
In questo studio di fase 3, internazionale, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, sono stati coinvolti pazienti con trombocitopenia persistente (conta piastrinica ≤85×109 per litro al giorno 1 dello studio) sottoposti a chemioterapia citotossica a base di oxaliplatino per tumori gastrointestinali. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale in un rapporto 2:1 a ricevere romiplostim o placebo per tre cicli di chemioterapia.
L’endpoint primario era l’assenza di modifiche della dose di chemioterapia indotte dalla trombocitopenia (riduzione, ritardo, omissione o interruzione) sia nel secondo che nel terzo ciclo di chemioterapia.
Tra gli endpoint secondari: nadir piastrinico dall’inizio del primo ciclo di chemioterapia e durante il trial fino alla fine del periodo di trattamento; il tempo alla risposta piastrinica ( conta piastrinica ≥100×109 per litro e non trasfusioni piastriniche durante i precedenti 7 giorni); sopravvivenza globale, safety.
Risultati
Dei 165 pazienti sottoposti a randomizzazione (109 nel gruppo trattato con romiplostim e 56 nel gruppo trattato con placebo), il 75% era affetto da tumore del colon-retto, il 13% da tumore gastroesofageo e il 12% da tumore al pancreas. Il 72% dei pazienti nel gruppo trattato con romiplostim e il 61% di quelli nel gruppo trattato con placebo presentava una malattia in stadio 4.
Il 75% dei pazienti aveva un carcinoma del colon-retto, il 13% un carcinoma gastroesofageo e il 12% un carcinoma pancreatico.
I regimi chemioterapici somministrati erano: FOLFOX in oltre il 60% dei casi, seguito da CAPOX, FOLFORINOX e FOLFOXIRI.
Nel 73% dei casi i pazienti avevano ricevuto meno di due linee di chemioterapia e nell’84% dei casi oltre due linee di chemioterapia.
Endpoint primario
La percentuale di pazienti che non hanno subito modifiche della dose chemioterapica indotte da CIT è stata dell’84% (92 su 109 pazienti) con romiplostim e del 36% (20 su 56 pazienti) con placebo, corrispondente a un odds ratio di 10,16 (95% CI: 4,44-23,72; P<0,001) e a un rapporto di rischio di 2,77 (95% CI: 1,78-4,30; P<0,001) (Figura 2).


Tossicità
Si sono verificati eventi avversi di grado ≥3 nel 37% dei pazienti trattati con romiplostim e nel 22% di quelli trattati con placebo, principalmente attribuibili agli effetti della chemioterapia.
Gli eventi avversi che sono stati considerati dallo sperimentatore correlati al romiplostim o al placebo si sono verificati nel 12% dei pazienti trattati con romiplostim e nel 7% di quelli trattati con placebo. I più frequenti sono stati nausea (2% in ciascun gruppo) e cefalea (2% nel gruppo trattato con romiplostim); nessuno di essi è stato grave o ha portato a decesso o alla sospensione del romiplostim, del placebo o della chemioterapia. Si sono verificati eventi tromboembolici nel 2% dei pazienti trattati con romiplostim e in nessun paziente trattato con placebo.
CONCLUSIONI
In questo studio di fase 3 controllato con placebo, romiplostim si è dimostrato efficace nel trattamento della CIT. (Numero ClinicalTrials.gov dello studio RECITE, NCT03362177)
Bibliografia
Soff GA, Miao Y, Bendheim G, Batista J, Mones JV, Parameswaran R, Wilkins CR, Devlin SM, Abou-Alfa GK, Cercek A, Kemeny NE, Sarasohn DM, Mantha S. Romiplostim Treatment of Chemotherapy-Induced Thrombocytopenia. J Clin Oncol. 2019 Nov 1;37(31):2892-2898.


